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Il campionato Superbike del 2001 propone molte conferme e grandi rinnovamenti. I favoriti d’obbligo sono il campione del Mondo in carica Colin Edwards, che difende il suo primato sempre in sella alla Honda VTR e l’esperto australiano Troy Corser che dopo una sorprendente stagione in sella all’Aprilia RSV sembra pronto a puntare all’iride.
La Ducati, dopo un 2000 dalle forti emozioni, schiera la sua squadra a tre punte composta dal “rookie of the year” della stagione scorsa Troy Bayliss, dal promettente Ruben Xaus e da un Ben Bostrom chiamato a confermare quanto mostrato nell’anno precedente nel team Caracchi.
Non meno importanti sono le presenze di Hodgson e del debuttante Toseland su Ducati, Chili su Suzuki, del duo Kawasaki formato dagli inossidabili Lavilla e Yanagawa, senza dimenticare i compagni dei due favoriti al titolo, ossia Tadayuki Okada e Regis Laconi, reduci entrambi da buone stagioni nella 500.
Il via del campionato si tiene sulla pista iberica di Valencia dove Corser domina a piacimento ambedue le corse, ma la vera sorpresa è Bayliss che intasca due importanti podi che gli fanno conquistare sul campo già alla prima gara i galloni di prima guida nel team Ducati Infostrada ed infligge un duro sorpasso all’iridato Edwards che a quel punto ha già intuito chi sarà il suo vero avversario nella corsa all’iride.
La gara seguente si tiene sul pittoresco circuito sudafricano di Kyalami e mette nuovamente in risalto la grande consistenza di Bayliss che ottiene due secondi posti alle spalle del compagno di marca Bostrom, che ottiene così la prima vittoria e di Edwards che però è costretto al ritiro in gara 2, consentendo così all’australiano di casa Ducati di issarsi al comando della graduatoria generale per la prima volta in carriera.
La terza gara a Phillip Island è caratterizzata da un diluvio universale che mette in crisi tutti i concorrenti: Bayliss scatta in testa e fa subito il vuoto, ma le Honda VTR di Edwards ed Okada sembrano avere una marcia in più ed infilano il funambolo della Ducati che saggiamente si accontenta d’incamerare i punti del terzo posto che, complice l’annullamento di gara 2 per troppa acqua in pista, lo mantengono al vertice della classifica.
Le due gare successive a Sugo rappresentano un’autentica debacle per l’australiano della Ducati che fatica a raggiungere i primi 10 in classifica, ma il talento di Taree dimostra di avere un carattere d’acciaio e non si lascia demoralizzare dalla difficile situazione, riproponendosi nel successivo appuntamento di Monza come grande protagonista.
L’alfiere del team Ducati Infostrada scatta dalla pole nella gara di casa della rossa di Borgo Panigale e dopo le solite scaramucce iniziali, si allontana dal gruppo assieme al capofila Edwards con cui ingaggia uno spettacolare che raggiunge il suo apice all’ultima curva.
I due si presentano sul rettilineo che precede la Parabolica affiancati, ognuno di loro sa che chi entrerà per primo, sarà quasi sicuramente il vincitore e sono disposti a tutto pur di imporsi ed addirittura si scambiano un paio di gomitate per intimorirsi a vicenda, ma alla fine il centauro ducatista riesce a prevalere con una staccata da paura che sancisce il trionfo del nuovo Imperatore di Monza nel tripudio di una folla festante per il suo idolo.

E’ una vittoria scaccia crisi che rilancia con forza la candidatura dell’australiano all’iride, ma non è ancora finita, infatti in gara 2 Troy imperversa sul tracciato monzese ed ottiene una facile vittoria, firmando così la prima doppietta della sua breve carriera e riprendendosi la leadeship del campionato, il tutto ad un solo anno esatto dal sorpasso epico con cui si presentò nel Mondiale l’anno precedente.
Dopo un weekend opaco sul circuito di Donington, caratterizzato dai successi dell’incredibile Hodgson su Ducati privata e dell’indomabile Chili che regala l’unica vittoria stagionale ai motori a 4 cilindri, il circo della SBK si trasferisce sul circuito tedesco del Lausitzring, dove il ducatisa ottiene un’altra vittoria sulla pista viscida battendo in volata il suo ex compagno di squadra Neil Hodgson che cerca inutilmente di beffare Troy fino all’ultima curva, ma la vittoria di Edwards nella seconda manche lascia quasi inalterata la classifica.
Subito dopo si torna a Misano per il gran premio di San Marino e per i tifosi della Ducati diventerà una grande festa: in gara 1 si scatena un duro duello tra Bayliss ed il suo compagno di marca Bostrom che finalmente torna a livelli di eccellenza dopo alcuni mesi di appannamento. I due si affrontano a viso aperto senza inutili ordini di scuderia, mettendo a dura prova i loro telai a traliccio e le loro sospensioni con frenate e traiettorie al limite della fisica, ma alla fine sarà il capofila del Mondiale a prendersi la vittoria della prima manche.
Nella manche seguente Bostrom si prende la rivincita, ma Bayliss concludendo ottimo secondo mette in cascina punti importanti per la classifica di cui ormai è il leader incontrastato.
A Laguna Seca prosegue il momento magico del centauro americano della Ducati, che firma la sua prima doppietta della carriera, nonostante l’opposizione di un ritrovato Corser e del sorprendente Hodgson, bissata nel successivo weekend sul circuito inglese di Brands Hatch, ma la spaventosa superiorità di Ben non deve mettere in secondo piano l’arguta condotta di gara di Bayliss che invece di rischiare, si accontenta di alcuni piazzamenti nei primi 5 e di un podio che gli consentono di mantenere un bel margine di sicurezza sul suo diretto inseguitore Edwards che però è a sua volta incalzato dall’imperioso recupero di Bostrom.
A Oschersleben il leader del Mondiale deve ritirarsi nella prima manche per una rottura meccanica, che permette ad Edwards di recuperare punti importanti, ma in gara 2 interviene a soccorso dell’australiano il compagno di scuderia Ruben Xaus, che ottiene la sua prima vittoria dopo una stagione caratterizzata da tante cadute, “rubando” così punti preziosi a Texas Torando che conclude alle spalle dell’iberico e davanti alla 996 numero 21 del funambolo di Taree.
Ad Assen, Bayliss ha a disposizione il primo “match ball” per chiudere il discorso a riguardo del titolo iridato e l’australiano non delude le attese, ottenendo una mostruosa pole position che sembra una pesante ipoteca sul campionato.

Nella prima manche le Ducati Infostrada s’involano in formazione con Bayliss e Xaus che fanno il bello ed il cattivo tempo, ma a poca distanza da loro le segue un minaccioso Colin Edwards che non ha alcuna voglia di cedere lo scettro iridato senza combattere.
La gara vive del duello tra le due rosse di Borgo Panigale, ma questa condotta di gara risulta controproducente per le ambizioni iridate di Bayliss, così dal muretto box della Ducati viene imposto a Xaus di non infastidire più il suo capitano, che a quel punto può balzare in testa indisturbato.
La saggia scelta del team in rosso, verrà confermata qualche tornata più tardi, quando uno scroscio di pioggia fa terminare in anticipo la manche con Troy che vince davanti a Xaus ed a Edwards. Dopo questi risultati il centauro australiano della Ducati si ritrova ad un passo dal titolo, mentre l’alfiere della Honda è alle corde: solo vincendo le ultime gare potrebbe disturbare l’ascesa iridata del suo avversario, ma non sarà così.
Infatti nella seconda manche l’americano sbaglia la scelta delle gomme e le due Ducati s’involano nuovamente in testa nella medesima formazione della prima gara, con Ruben Xaus che ha il compito di scortare il suo caposquadra fino al traguardo.
A pochi giri dalla fine Edwards naviga in decima posizione, mentre i due pomponi di Borgo Panigale dominano in lungo ed in largo, pennellando le curve quasi all’unisono e facendo tuonare in coro i loro bicilindrici desmodromici.
Finalmente l’ultimo giro: ai box della Ducati tutti sono in trepida attesa e fanno i dovuti scongiuri, ma Troy continua imperterrito senza incertezze a far danzare la sua 996 tra le mille pieghe del tracciato olandese ed eccoci infine all’ultima curva.
La rossa numero 21 l’affronta con naturalezza e si lancia sul traguardo dove la bandiera a scacchi celebra il trionfo dell’australiano: Troy Bayliss è campione del Mondo, la favola del ragazzo di Taree è diventata leggenda.

In Ducati è festa grande: ad un solo anno dall’incidente in cui la squadra aveva perso il suo campione Carl Fogarty, il team bolognese torna in cima al Mondo grazie al loro nuovo fenomeno Troy Bayliss che l’aveva sostituito nella stagione scorsa, imponendosi subito come punto di riferimento per tutta la scuderia.
Dopo i festeggiamenti olandesi, si va a Imola per l’ultima corsa stagionale che Troy e la Ducati vogliono onorare degnamente, vestendosi con la livrea argento che caratterizzò la Ducati di Scott Smart che nel 1975 vinse la 200 miglia di Imola.
L’australiano parte a spron battuto ed è artefice di un duro duello col compagno di squadra Xaus e con l’Aprilia di Laconi, che dopo il buon avvio di stagione in Spagna, era rimasto coinvolto dalla scarsa competitività delle gomme Dunlop che hanno tarpato le ali anche al suo compagno di scuderia Corser.
Sfortunatamente a due giri dalla fine si sfiora il dramma, il neo iridato Bayliss cade in uscita dalla curva di Rivazza e coinvolge l’incolpevole Laconi, ma è l’australiano a riportare i danni maggiori fratturandosi una spalla.

Un infortunio che costringe il campione del Mondo a saltare l’ultima manche che sarà vinta in volata da Laconi che batte uno scatenato Ruben Xaus reduce dalla vittoria in gara 1, ma questo non rovina la grande festa di Bayliss che conclude il campionato con oltre 30 punti di vantaggio su Edwards.
Un dominio costante e gestito magistralmente dal campione australiano che sembra poter continuare anche nella stagione successiva, quando il centauro di Taree si ripresenterà al via del campionato SBK in sella alla Ducati 998 fregiandosi dell’ambito ed impareggiabile numero 1 sulla carena.

Riccardo Dalmonte
Alias: Take it easy

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Buon Compleanno alla LEGGENDA DELLA SUPERBIKE, Mr. TROY BAYLISS che oggi compie 45 anni e da ancora tanto e tanto gas.

World Superbikes - Round Two

Era il 15 gennaio 2007. Il Team Ducati Xerox era a Phillip Island per i test pre-campionato e alle 6 di mattina dell’ultimo giorno di prove Troy Bayliss bussò alla porta della villetta in cui dormiva Ernesto Marinelli.

Anche quell’anno il modenese era ingegnere di pista di Bayliss, e dormiva nel paese di Cowes, poco più di cinque chilometri a nord del circuito australiano.
Ernesto – disse Troy eccitato come un bambino la mattina di Natale – datevi una mossa. Oggi le condizioni sono buone per fare il record della pista.
Non aveva tutti i torti, perchè il cielo era un pò nuvoloso e la temperatura abbastanza bassa: la situazione meteorologica ideale per andare forte a Phillip Island, dove il sole, anche se tenue, scalda l’asfalto fino a renderlo incandescente.

Quella mattina l’australiano si era svegliato in quello che Marinelli chiama “record mode”. Alle otto e mezza era già scalpitante nel box con la tuta addosso. In pista, il semaforo verde, quello che indica l’apertura del tracciato alle moto, era ancora spento e si sarebbe accesso alle 9.

Quaranta minuti dopo, alla terza uscita, Troy fece ciò che attendeva dalle 6 del mattina: il record, ufficioso, del tracciato.
Il suo tempo fu inarrivabile: 1’30″710. Un riferimento pazzesco per l’epoca. Basti pensare che lo scorso anno (2013) Carlos Checa ha siglato in Superpole il giro più veloce del tracciato di Phillip Island col tempo di 1’30″231.

Troy fece quel 30″7 con una Ducati di tre generazioni più vecchia della Panigale guidata dallo spagnolo, perchè guidava una 999 F07, e soprattutto con gomme sei generazioni più vecchie di quelle attuali.

Rientrato nei box, visibilmente soddisfatto del suo tempo, Troy disse: “Ok, adesso facciamo la simulazione di gara così poi me ne torno a casa mia.

Quel giorno l’australiano fece qualcosa di incredibile, eppure non riuscì a replicarlo in gara un mese e mezzo dopo. Anche se vinse in gara 1 e arrivò in volata con James Toseland in gara 2.

Quel giorno, Bayliss dimostrò che convinzione di un pilota può far fare grandi cose. Ma anche che Phillip Island nessuno guidava come lui, Troy faceva la differenza nelle curve più veloci del tracciato. Nella numero 3 (la Stoner), che si affronta in quinta marcia a 240 all’ora, nella numero 8, da quarta a 210, e nella numero 12, dove a centro curva, in quinta, si è a oltre 180 all’ora e dalla quale Troy spesso usciva con le ruote oltre il cordolo.

Il suo punto di forza, ovunque, erano i curvoni veloci, dove bisogna tenere aperto. E Phillip Island esaltava questa sua caratteristica. Ma lo metteva anche in crisi, perchè accusava più dei suoi avversari problemi di “blistering“, cioè il distacco di parti del battistrada della gomma posteriore: stressava il posteriore più di tutti, perchè dava più gas degli altri.

Non a caso Troy Bayliss è il secondo pilota più vittorioso di sempre sul tracciato di Phillip Island.

 

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Una Panigale che batte in pista una Formula 1?
E’ quello che è successo oggi a Sydney durante il Top Gear Festival in cui Troy Bayliss in sella alla sua Ducati 1199 Panigale ha battuto Daniel Ricciardo alla guida della sua Red Bull F1.

Un grande show di motori e un grande risultato per il binomio tutto rosso Troy-Panigale.

Complimenti eroe Ducati

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Domanda:
Dove sei in questo momento?
Troy Bayliss: Sono solo a casa di ritorno da una pista di kart dove ho fatto qualche giro in Supermoto.

Domanda: Stai facendo più corse oggi che quando correvi in Superbike?
Troy Bayliss: Beh, io sto sempre in sella. La ragione per cui mi sono ritirato dalla Superbike è che cominciavo a sentirlo come “lavoro”. I nostri bambini erano ancora “piccoli” e probabilmente era la miglior cosa era quella di tornare a casa. Ho avuto una buona carriera.

Domanda: Guardando alla tua carriera, hai iniziato piuttosto tardi. Era uno svantaggio per voi piloti australiani il vivere così lontano da casa?
Troy Bayliss: Non lo so, guardando indietro poteva essere una buona cosa perché ero più maturo ma in realtà, vista la scelta, avrei preferito che succedesse un po prima. E’sempre difficile per i piloti australiani perché per fare una vita in moto da competizione bisogna allontanarsi da casa. Quando ho avuto questa opportunità di guidare nel BSB ho dovuto prendere e andar via. Quando sono arrivato in Inghilterra, non avevo mai visto nulla tranne l’Australia, ed è stato come una sorta di vacanza/lavoro. E’ stata dura all’inizio ma alla fine siamo stati lontani da casa per 12 anni o giù di lì. Ero già sposato con Kim e avevamo Mitch, che aveva 2 anni e Abby aveva 18 mesi. La mia famiglia ha sempre viaggiato con me e abbiamo preso insieme la decisione di trasferirci in Inghilterra. Abbiamo trascorso 3 o 4 anni a Coventry proprio vicino all’officina di John. Era in realtà una graziosa cittadina di campagna tra Coventry e Birmingham e ci è piaciuto essere lì. (continua…)

Dopo un 1999 da trionfatore per Bayliss si propone una difficile scelta: i dirigenti della Ducati hanno finalmente notato il talento dell’ex carrozziere di Taree e gli hanno fatto pervenire la proposta di correre sotto i loro colori nel campionato Superbike Americano, con la possibilità magari di un futuro inserimento nella squadra ufficiale.
La volontà di Troy sarebbe però quella di rimanere con il team di Darrell Haley, che sta tentando in tutti i modi di partecipare al campionato Mondiale di SBK, ma purtroppo il bravo manager inglese non ha sufficienti disponibilità economiche per tentare il grande salto ed a quel punto, facendo un gesto di grande signorilità, convince Troy a lasciare la sua squadra per andare negli Stati Uniti, in modo da potergli garantire un futuro migliore e più sicuro.
Il centauro australiano, anche se a malincuore, si trasferisce con l’intera famiglia dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, dove lo aspetta la sua nuova e fiammante Ducati 996 del team Ferracci supervisionata dall’ingegner Ernesto Marinelli.
Troy però si dimostra subito all’altezza della situazione e sin dal primo appuntamento dimostra una schiacciante superiorità facendo segnare una stratosferica pole position in quello che è il tempio della moto americana: Daytona.
Al via della 12 ore, il numero 88 della Ducati s’invola immediatamente ed inizia a dettar legge davanti a piloti ben più esperti sui difficili curvoni sopraelevati del tracciato statunitense, ma purtroppo Bayliss è pur sempre un debuttante e per cui arriva inevitabile una piccola sbavatura che lo costringe al ritiro, ma questa prestazione sarà determinante per il futuro dell’australiano, infatti a seguire la gara c’è il responsabile del progetto SBK della Ducati, Paolo Ciabatti, il quale nota immediatamente le innate capacità del nuovo pilota di Ferracci: i destini del team ufficiale Ducati e di Troy hanno già iniziato ad intrecciarsi. 

Intanto il fenomeno di Taree continua il suo apprendistato facendo segnare un’altra pole position nelle qualifiche del secondo appuntamento americano, ma sta per accadere l’evento che stravolgerà la carriera dell’australiano: Carl Fogarty il campione del Mondo in carica della Ducati s’infortuna gravemente nel corso della seconda gara sul circuito di Phillip Island.
I dirigenti della squadra italiana sono in difficoltà; mai avrebbero pensato di dover rinunciare al loro pilota di punta in maniera tanto inaspettata.
Ma Paolo Ciabatti non si è dimenticato di quel giovanotto che al debutto sulla pista di Daytona si permetteva di irridere piloti ben più esperti.
Ormai la decisione è presa: Troy Bayliss sostituirà Fogarty sin dalla prossima gara prevista sul tracciato nipponico di Sugo.
Ma il debutto in rosso del pilota di Taree non sarà certo come se lo sarebbe immaginato, infatti su due gare non riesce a concludere neppure il primo giro, per colpa dell’aggressività di alcuni piloti locali che giocandosi il tutto per tutto in partenza, coinvolgono la Ducati numero 21 dell’australiano nei loro errori.
Troy però nonostante tutto sembra non perdere il buon umore e si ripresenta più scherzoso che mai ai box del suo team simulando le movenze di un guerriero samurai scatenando l’euforia dei meccanici che già iniziano ad apprezzare questo umile pilota australiano.
Ma i dirigenti della Ducati non sono convinti di aver puntato sul cavallo giusto ed appiedano senza apparenti ragioni valide Bayliss, per sostituirlo con il collaudatore della squadra, l’italiano Luca Cadalora.
Troy è costretto a ritornare negli USA deluso ed amareggiato, ma dopo qualche settimana il suo telefono torna a squillare: è nuovamente Paolo Ciabatti che gli chiede di tornare in sella alla 996 ufficiale a Monza per sostituire Cadalora.
Luca infatti ha profondamente deluso lo staff dirigenziale della Ducati, ottenendo nella sua apparizione a Donington dei piazzamenti molto distanti dalla zona punti e ben inferiori al vero potenziale della moto e quindi si è deciso di tornare a puntare sull’uomo proposto dal leader del progetto SBK della squadra bolognese.
Troy però è restio ad accettare, la delusione del precedente appiedamento è stata cocente, ma sarà provvidenziale l’intervento della moglie Kim che persuade il marito ad accogliere la richiesta di Ciabatti: sarà la miglior decisione della vita agonistica di Bayliss.
In fretta e furia il dioscuro di Taree si reca in Italia, dove ritrova la 996 Infostrada numero 21, pronta per scendere in pista, ma le attese verso di lui sono molto basse, infatti l’australiano non conosce assolutamente la difficile pista di Monza e questo è uno svantaggio non indifferente.
Le qualifiche però presentano un Bayliss costantemente tra i primi 10 e dopo essersi qualificato per la superpole, porta la sua rossa Ducati in seconda fila, distanziando nettamente il compagno di scuderia Ben Bostrom.
Ai più sembra già un risultato incredibile, ma Troy ha solo iniziato a stupire e nella prima manche s’inserisce con facilità con il gruppo di coloro che si giocano la vittoria, composto da Edwards, Haga, Chili e Yanagawa, tenendosi alle spalle piloti esperti come Corser e Slight.
La gara procede in maniera spettacolare tra continui sorpassi con i “senatori” della SBK a fare la parte del leone, ma l’allievo Bayliss che per ora sta studiando la situazione ha in serbo una sorpresa per i suoi venerati colleghi.
Sul traguardo del decimo giro l’australiano transita in coda al gruppetto dei leader che si scannano tra di loro per prendere la testa della gara, ma ecco che all’interno della prima variante arriva un missile rosso…ne sorpassa uno, no due….no quattro!!!
Troy Bayliss ha appena effettuato un quadruplo sorpasso che scatena l’entusiasmo del pubblico di Monza e del commentatore della gara Giovanni Di Pillo che quasi non crede ai suoi occhi per una manovra tanto ardita.
L’australiano condurrà qualche giro in testa poi Edwards, Chili e Yanagawa ristabiliscono l’ordine dei valori con l’italiano che batterà in volata l’americano precedendo per l’appunto Edwards, Yanagawa e lo straordinario rookie Troy Bayliss che termina al quarto alla sua prima vera gara del campionato del Mondo SBK.
Nella seconda manche il dioscuro in rosso è ancora protagonista, duellando nuovamente con i primi della classe e bissando il risultato della prima frazione, a quel punto in Ducati non ci sono più dubbi e propongono a Troy un contratto fino al termine della stagione, con il plebiscito di tutta la squadra.

Ma le novità non sono ancora finite: infatti dalla successiva gara, che si tiene sul velocissimo circuito tedesco di Hockenheim, cambia il compagno di scuderia dell’australiano, che diventa lo spagnolo Juan Baptista Borja proveniente dal team Caracchi e reduce da alcune discrete stagioni in 500, mentre Bostrom prende il posto dell’iberico nel team satellite della casa di Borgo Panigale.
In prova il pilota di Taree, continua a stupire gli addetti i lavori e già dopo poche tornate il suo ritmo è già al livello dei piloti di testa, tanto da piazzarsi in prima fila nella sessione di qualifica. Al via Troy scatta imperiosamente al comando e comincia fare selezione del gruppo dei partecipanti, nel quale resistono solo Edwards, Chili, Corser, Haga e Slight.
Per qualche giro si assiste ad uno spettacolo vero e proprio, con i piloti di testa che si sorpassano in continuazione neanche fosse una gara di ciclismo, poi Edwards e Chili prendono l’iniziativa, distanziando Bayliss e Haga di un centinaio di metri.
Troy però non ci sta e grazie all’ausilio della scia riprende lo scatenato tandem di testa seguito come un’ombra dal nipponico, ma alle loro spalle sta rimontando minacciosa la Kawasaki di Yanakawa che sul velocissimo circuito tedesco, fa valere la sua potenza superiore alle concorrenti.
A due terzi di gara, la gomma posteriore di Chili tradisce il bolognese, mentre in testa la rossa di Borgo Panigale e la verdona di Akashi, distanziano i leader del mondiale Edwards e Haga, affrontandosi a viso aperto per la vittoria, con Troy al comando che tenta l’allungo su Akira. All’ultimo giro è sempre l’australiano a comandare, mentre il giapponese tenta il tutto per tutto per tentare il colpaccio, ma il debuttante della Ducati non si lascia sorprendere e transita primo sul traguardo tra lo stupore generale e per la gioia della sua squadra che ormai è certa di aver trovato l’erede di King Carl Fogarty.
In gara due Troy, lotta nuovamente con i primi della classe, sfortunatamente a poche curve dalla fine, mentre era secondo, tenta un sorpasso impossibile su Haga e si ritrova così a chiudere quarto, ma l’appuntamento col podio è solo rimandato al prossimo appuntamento sul circuito italiano di Misano.
Bayliss è infatti protagonista di due gare straordinarie corse con maturità ed intelligenza che gli valgono un doppio secondo posto alle spalle dell’imprendibile Troy Corser su Aprilia, nonostante in gara due sia stato costretto anche ad una digressione fuori pista per evitare dell’olio su cui scivolano anche Borja, Haga e Chili, ma solo lo spagnolo riuscirà a riprendere la via della pista assieme al suo compagno di squadra, mentre il giapponese e l’italiano sono costretti al ritiro.
La gara successiva si tiene sullo spettacolare circuito statunitense di Laguna Seca, un tracciato difficilissimo su cui molti piloti ci mettono anni prima di capirne perfettamente le traiettorie, ma questo problema sembra non riguardare il debuttante Bayliss che in poche tornate doma la difficile pista americana e conquista la prima pole della carriera nel mondiale SBK.
In gara le cose andranno meno bene a causa di alcuni problemi di assetto, costringendo l’australiano ad un’incruenta caduta in gara uno ed ad un settimo posto nella seconda frazione, ma sarà una semplice parentesi negativa, infatti un mese più tardi sul circuito di Brands Hatch, Troy torna grande protagonista.
Nella prima manche l’australiano riesce a scappare dal gruppo, inseguito dal solo Neil Hodgson che corre questa gara in qualità di wild card, in sella ad una Ducati gestita dal team GSE con cui Troy aveva vinto l’anno passato il campionato britannico di SBK e che schierava anche il pilota inglese come compagno di squadra del centauro di Taree.
I due conoscono la pista a menadito e danno vita ad un duello entusiasmante che sicuramente li avrà riportarti con la memoria all’anno precedente, ma nessuno è disposto a cedere di un millimetro.
Bayliss non vuole accettare la sconfitta da una moto identica alla sua e spreme sempre più la 996 di quel tanto che basta per farlo transitare primo sul traguardo davanti all’ex compagno di squadra, che cavallerescamente gli fa i complimenti.
Neil si prenderà comunque la rivincita nella seconda manche, distanziando l’australiano nelle prime fasi e tenendone sotto controllo il tentativo di rimonta, ma per Troy a compensare la piccola delusione, c’è la notizia che la Ducati ha deciso di rinnovargli il contratto per i prossimi due anni, indipendentemente dal rientro o meno di Fogarty.

La gara successiva si tiene sull’angusto circuito tedesco di Oscherslebern, ma per Troy non esistono circuiti ostici ed il centauro Ducatista riporta nuovamente la sua rossa sul podio conquistando un terzo ed un secondo posto dopo aver lungamente battagliato con il tandem delle Kawasaki composto da Lavilla e Yanagawa in ambo le frazioni.
Dopo l’appuntamento in terra germanica il circo della SBK si trasferisce in Olanda sull’allora temibile pista di Assen, un circuito considerato da tutti gli addetti ai lavori, come il più complesso e difficile al Mondo, ma questo non crea alcun timore al centauro australiano di casa Ducati che ottiene ottime prestazioni sin dai primi giri di pista.
Al via di gara uno si scatena un violento temporale e sulla pista allagata Troy incappa in uno dei suoi caratteristi errori dovuti alla sua incredibile determinazione e getta via una gara che poteva tranquillamente concludere sul podio, ma questo non scoraggia l’ardimentoso australiano che al via di gara due si porta subito con decisione nel gruppo dei primi, con il chiaro intento di riscattare la delusione della prima frazione.
Presto si forma un trenino di testa tra cui si distinguono il ducatista, Haga, Chili, Corser ed Edwards, ma dopo metà gara la competizione subisce un violento scossone per via di alcune tracce d’olio lasciate da un altro concorrente all’uscita dell’ultima curva che gettano nello scompiglio i piloti in pista costringendo alla caduta Chili, mentre Haga e Bayliss con equilibrismi d’alta scuola e con un po’ di follia, non rallentano di un centesimo e ne approfittano per allungare sugli altri. Troy e Nori scatenano una violenta battaglia, con sorpassi e controsorpassi a ripetizione, con l’australiano che dimostra di non temere alcun timore reverenziale nei confronti del blasonato giapponese che nonostante stia inventando sorpassi in ogni dove, sembra in difficoltà ad arginare la classe del nuovo venuto.
A poche tornate dal termine Troy sfodera un superlativo attacco all’ultima staccata e poi inizia ad allungare imperiosamente, con Haga che non sembra capace di seguirlo, ma il ducatista sta forzando troppo e rovina a terra sul più bello e si ritrova a sfogare la sua delusione con un violento pungo sul terreno fangoso di Assen, ma in questa gara tutti hanno capito che il semisconosciuto debuttante della Ducati è ormai pronto ad affrontare qualsiasi avversario.

L’ultima gara si tiene nuovamente a Brands Hatch, che sostituisce in extremis il round di Imola, ma la notizia più importante arriva prima della gara: infatti Colin Edwards è appena diventato campione del Mondo grazie alla squalifica per doping di Haga.
Il giapponese infatti, in occasione della prima gara di Kyalami, aveva assunto dei farmaci per il raffreddore non consentiti e così gli vengono annullati i punti ottenuti in quell’occasione e viene diffidato dal partecipare all’ultima prova del campionato, consegnando di fatto il titolo a Colin Edwards.
L’assenza del nipponico viene comunque sanata dall’innesto delle solite wild card del locale campionato britannico, tra le quali spicca Michael Rutter su Ducati che s’invola subito al via di gara uno e trionfa facilmente davanti al rimontante Bayliss che dopo dei primi giri poco felici, ha rimontato con determinazione fino al secondo gradino del podio.
Purtroppo la stagione dell’australiano si chiude malamente con una caduta in gara due, che viene vinta dal neo iridato Edwards che festeggia con tanto di cappello da cowboy, ma in casa Ducati si può festeggiare comunque: infatti grazie all’incredibile apporto di Bayliss, la casa italiana si riconferma campione del Mondo costruttori.
Una stagione incredibile quella della Rossa duramente segnata dalla perdita del suo leader indiscusso Carl Fogarty, che proprio in questa gara ha dato il suo addio alla categoria sancendo la fine della sua carriera di pilota con un giro di pista sulla sua Ducati 996 numero 1.
Ma per un Re che abdica, nel regno ducatista si è subito proposto un degno erede, l’australiano Troy Bayliss, che da semi sconosciuto ex verniciatore proveniente dall’Australia, si è trasformato nel principe ereditario che la Ducati stava aspettando, conquistando in un solo anno i galloni di pilota di punta ed i cuori dei tifosi della Rossa.

Riccardo Dalmonte
Alias: Take it easy

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Il tre volte Campione del Mondo Superbike Troy Bayliss ha rivelato i piani per mettere in scena due delle più grandi esposizioni di moto d’Australia a Brisbane e Melbourne nel 2014.

MOTO EXPO Brisbane si terrà presso l‘RNA Showgrounds di Brisbane il 21-23 marzo seguito da MOTO EXPO Melbourne, che si terrà a Melbourne Showgrounds il 28-30 Novembre, 2014.

MOTO EXPO Brisbane sarà caratterizzato da più di 100 espositori in mostra la più vasta gamma di moto, scooter, ATV e UTV di, oltre a mostre moto custom, epoca e classici. I visitatori possono vedere il lancio di prodotti, incontrare ospiti speciali e assistere a dimostrazioni dal vivo di tutti i tre giorni della manifestazione.

MOTO EXPO è un nuovo e fresco approccio alle mostre di moto,” ha dichiarato Bayliss. “Abbiamo lavorato duramente per creare la miscela perfetta per mostrare i prodotti e servizi del settore moto, per appassionati e la comunità più ampiaSia il Brisbane e Melbourne Showgrounds offrono edifici espositivi recentemente rinnovate e consentono la mostra di espandersi all’esterno. Gli spettacoli prenderanno vita con giri di prova, dimostrazioni di sicurezza e da corsa. E ‘tutto lì per creare un grande giorno per tutta la famiglia “, ha spiegato Troy.

L’evento Brisbane sarà anche in scena una superstar del motociclismo manifestazione caratteristica – Il ‘Scramble Baylisstic‘ in terra battuta Squadre sfida.

Il Baylisstic Scramble manifestazione caratteristica si svolgerà il Sabato sera e la messa in mostra concederà l’accesso allo stadio sedile 20.000. Cinque squadre di quattro cavalieri si sfideranno per i punti in molte gare per determinare i campioni del team.

L’elenco completo dei piloti saranno annunciati nei prossimi mesi, ma i visitatori possono aspettarsi di vedere alcuni dei più riusciti moto atleti australiani passati e presenti in competizione con gare di supporto che includono, moto d’epoca e vintage, di ATV, fianco a lati (UTV), mini Moto, Moto X Freestyle, Trial e di più.

Per completare MOTO EXPO Brisbane stiamo portando un particolare evento motociclistico competitivo al cuore della città di Brisbane, che sta per essere fenomenale“, Bayliss ha proseguito.

L’elenco dei piloti ospiti speciali concorrenti sono di classe mondiale e ho sempre ansioso di sterrata pianeggiante pista, è dove tutto è iniziato per me e per molti altri piloti, il suo bar all’altro azione.

Con la pianta ha recentemente rilasciato, case motociclistiche hanno gettato il loro supporto dietro l’innovativo nuovo evento. KTM, Yamaha, BMW, Triumph, Ducati, Hyosung, Vespa / Piaggio e Arctic Cat sono tutti confermati con molti di più tenuti a sanzionare la loro presenza nelle prossime settimane.

I visitatori di EXPO MOTO il Venerdì e la Domenica non perdere l’azione Scramble Baylisstic con i piloti ospiti speciali per partecipare a sessioni di libere del venerdì e le gare dimostrative sulla Domenica.

Un vasto programma di intrattenimento con freestyle motocross, freestyle trial e acrobazie da strada si svolgerà durante i tre giorni della manifestazione e per i bambini, una speciale venire a provare zona verrà creato dando loro la possibilità di ottenere il loro primo assaggio di andare in moto in un ambiente sicuro.

Per ulteriori informazioni visitare il sito troybaylissevents.com o su Facebook

Per informazioni espositore si prega di contattare Mark Petersen mark@troybaylissevents.com